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IL FASHION FOOD, QUANDO MODA E CIBO SI UNISCONO

La moda non ha confini limiti, ed oggi ne abbiamo un’ulteriore conferma. Il fashion system conosce bene il mondo dell’arte e sono sempre più i designer che si propongono di realizzare progetti con gli “ingredienti” più disparati. E parlando di vestiti potremo d’ora in poi parlare proprio di ingredienti, perché da oggi gli abiti non saranno più soltanto belli da vedere, ma anche buoni da gustare.

Proprio così. Dopo gli abiti ecologici prodotti con fibre naturali e materiali da riciclo, l’ultima novità sulle passerelle si chiama “Fashion Food”, e gli abiti si possono mangiare davvero! La moda diventa quindi gastronomica, creando una nuova forma d’arte che stravolge la vera funzione di cibo e di moda, coinvolgendo, da qualche anno a questa parte, stilisti e chef. Già Lady Gaga, nel 2009, esordì agli MTV Music Award 2010 indossando un abito di carne. Fortunatamente nessuno ha scelto di addentare le succulente bistecche! Il Meat Dress, realizzato da Franc Fernandez, fu pensato per sensibilizzare le persone incapaci di godere delle cose quotidiane. Il Fashion Food nasce invece grazie all’idea di una giovane designer inglese Emily Crane che disegna e crea abiti con alghe marine, gelatina, pasta, cioccolata, verdure e frutta, ma anche carne, pesce e formaggi, alcuni congelati e poi seccati. E non solo abiti fashion, ma anche tanti accessori chic fatti di melanzane, carciofi, lampone e moltissimi altri ingredienti ancora. La giovane stilista per poter creare e confezionare i suoi abiti, ha preso lezioni dal famoso chef Heston Blumenthal, nonché proprietario del “Fat Duck” di Bray, un ristorante molto famoso e apprezzato nel Regno Unito. Pare insomma che un pizzico di gusto fosse proprio l’ingrediente perfetto che mancava nella moda, chi lo avrebbe mai detto!!!
Lasciarsi ispirare da elementi naturali non è una cosa nuova, ma il modo creativo di miscelare diversi media con il cibo è l’abilità unica dell’artista coreana Sung Yeonju, la quale è riuscita nell’intento di fotografare composizioni di cibo, arte e moda. La serie da lei realizzata si chiama Wearable Foods, ovvero il ‘mangiare impossibile’, e raccoglie immagini di abiti composti da materie prime facilmente reperibili.

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